
In seguito alla sollecitazione della Comunità Economica Europea anche in Italia è stata introdotto l’istituto della conciliazione e della mediazione civile e commerciale che attiene ai diritti disponibili e che, senza ombra di dubbio, cambierà il modo di affrontare le controversie .
Questa innovazione introdotta con il decreto legislativo n. 28 del 2010, in attuazione dell’articolo 60 della legge n. 69 del 2009, fa sì che, in determinate materie come condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti,da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari, le controversie non vanno risolte riccorrendo alle vie ordinarie, ma attraverso l’istituto della conciliazione e mediazione e solo in seguito al fallimento di questo si potrà adire il tribunale.
Perchè tanto interesse per questo nuovo procedimento?
Forse bisognerebbe, in primis, precisare che negli Stai Uniti già da cinquantanni questa figura legislativa è contemplata nel quadro normativo, per cui l’Italia, come sempre, giunge in ritardo, anche se si deve pur ammettere che, ha risposto in maniera piuttosto veloce al richiamo della Comunità Europea, emanando una normativa abbastanza valida.
In effetti, la conciliazione e mediazione civile si svolge attraverso incontri congiunti e separati delle parti in lite con il mediatore che è un soggetto super partes col compito di controllare e condurre la mediazione , ma senza alcun poter decisionale vincolante per i soggetti che vi fanno ricorso.
Il mediatore, quindi, dovrà essere in grado di assistere le parti, assicurando la propria imparzialità e riservatezza, affinchè esse possano raggiungere un accordo amichevole, formulando lui stesso una proposta qualora i soggetti in lite lo richiedano.
L’intero procedimento si svolge in un tempo massimo di 4 mesi, evitando, così, tutte le lungaggini e i tempi morti propri dei procedimenti dinanzi ai giudici, in cui si rischia di soccombere e anche qualora si vinca, che l’interesse iniziale ad aver riconosciuto un diritto venga meno, in seguito ad una sentenza che viene emessa a distanza di tanti anni.
La conciliazione , dunque, a mio parere, è un istituto grazie al quale si potranno dirimere molte controversie in quanto la controparte non viene considerata un avversario da far soccombere, ma un soggetto con cui cercare un accordo amichevole, spesso dettato dalla convenienza reale delle parti, esulando dalle loro posizioni di diritto.
Articolo ripreso interamente dal blog Youtu.it

