Cresce l’abitudine di abbinare il ritocchino a un viaggio vacanza, sia per i prezzi particolarmente concorrenziali, sia per passare un periodo di relax totale.
Ci chiediamo se il connubio chirurgia estetica e viaggio sia davvero vantaggioso o implica qualche svantaggio; cerchiamo di capire in cosa consiste.
La pratica che unisce un intervento di chirurgia plastica a una vacanza, si chiama e si definisce” Turismo estetico“, e viene scelta principalmente per motivi economici e promossa in Rete da vere e proprie agenzie di viaggio che propongono località esotiche per una convalescenza al riparo da occhi indiscreti.
Un trend nato negli anni Ottanta, quando esplode il boom della chirurgia estetica, che ha portato un flusso di migrazione chirurgica, verso il Sudamerica, Brasile in particolare, per effettuare rinoplastiche e mastoplastiche additive.
Una tendenza arrestatasi negli anni Novanta, con la ripresa economica e la democratizzazione della chirurgia.
Oggi il turismo estetico è tornato alla ribalta, complice la forte crisi e un’agguerrita concorrenza internazionale.
I colleghi stranieri, soprattutto in paesi come L‘India e la Russia, hanno intuito la potenzialità del cliente straniero, come rappresenti un vero business.
I primi a beneficiare di questo tipo di mercato sono stati gli americani, che con tariffe in patria molto alte, hanno optato nella possibilità di fare un viaggio e sottoporsi ad operazione.
Le mete maggiormente ambite sono state in questi anni paesi come: la Tailandia grazie a voli low cost e alla moneta.
Tanti i medici che si vantano di aver studiato negli States e aver fatto Stage e specializzazione con chirurghi brasiliani e italiani.
Mete insospettabili, come il Sudafrica dove è possibile acquistare un lifting, una liposuzione e un safari con fuoristrada a circa 12 mila dollari.
Honduras e Giamaica offrono chirurgia e riposo sulle loro spiagge cristalline. Il continente asiatico non è da meno e propone chirurgia plastica, ma anche trattamenti per la fertilità e l’oboesità.
I dati però rilevano che tante sono le persone che si sono sottoposte ad interventi di turismo estetico che alla fine non sono rimasti contenti del risultato.
Spesso il costo più basso dell‘intervento significa utilizzo di protesi di scarsa qualità, da non sottovalutare l’importanza degli standard igienico sanitari, spesso trascurati in queste località.
In conclusione…, diffidate dai pacchetti che offrono chirurgia e soggiorno in località esotiche e lontane poiché il risparmio è principalmente fatto sui materiali utilizzati, dove per forza maggiore si deve rinunciare alle relative garanzie visto la scarsa qualità , oltre il problema della sicurezza e delle regole basi della formazione e dei principi igienico sanitari.


